Laboratorio per la Crescita delle imprese

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Martedì 6 settembre 2016 ore 15.15 – Sala 6 padiglione 15 – BolognaFiere

Un momento insieme per ridefinire gli orizzonti di sviluppo HR con la presentazione della UNI PdR 17:2016 “Profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza e indirizzi operativi per la valutazione della conformità”, per raccontarci il valore della certificazione delle professioni nel mondo di oggi e domani.

Un viaggio insieme per condividere l’importanza della direzione HR in una logica di Business Partnership: sempre di più l’HR è e diventerà un tassello strategico e un centro di profitto nelle aziende. E’ già partita la certificazione dei primi HR director: casi e prospettive.

Si prega di dare conferma direttamente dal sito:

http://farete.unindustria.bo.it/workshop

Gli uffici saranno chiusi dall’8 al 26 agosto compresi.

Saranno aperti fino al 5 agosto ore 13 e riapriranno il 29 agosto.

Buona vacanze!3

Il 28 aprile, in occasione della giornata mondiale sulla Sicurezza sul Lavoro istituita dalle Nazioni Unite, Profexa Consulting ha avuto il piacere di collaborare insieme a Yara Italia ad un progetto di sensibilizzazione rivolto a tutti i loro dipendenti e ai loro contractors, con l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti alla preziosità della tutela delle mani.

L’evento ha previsto l’allestimento di diverse postazioni cui i partecipanti sono stati accompagnati e dove hanno potuto sperimentare in prima persona diverse sensazioni/situazioni con lo scopo di rafforzare il sentimento del PRENDERSI CURA DI SE’ E DEL PROPRIO CORPO fondamentale per il mantenimento di un comportamento sicuro per se stesso e per gli altri e la consapevolezza dei rischi che l’ambiente di lavoro può comportare.safe 5

Il successo dell’evento, riconosciuto da parte sia della Direzione aziendale che dagli stessi lavoratori coinvolti nelle attività, è la prova che è possibile affrontare tematiche come la sicurezza sensibilizzando il proprio personale al comportamento sicuro per se stessi e per gli altri, anche attraverso tecniche e metodologie nuove ed originali che contribuiscono a “risvegliare” nelle persone l’importanza del proprio corpo e delle sue funzioni che troppo spesso vengono date per scontate o sottovalutate.

maniIniziare dai comportamenti per costruire una cultura orientata alla sicurezza: la sicurezza è nelle nostre mani?


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Nel nostro ultimo post vi abbiamo introdotto al concetto di neuromarketing dandovi degli spunti su cui riflettere. Proviamo a fare un passo in avanti e mettiamo un nuovo tassello.

Nel nostro ultimo post vi abbiamo introdotto al concetto di neuromarketing dandovi degli spunti su cui riflettere. Proviamo a fare un passo in avanti e mettiamo un nuovo tassello.

Se vogliamo capire come il cervello processa le emozioni, l’inconscio è la nostra chiave di lettura.

Chi si occupa di marketing sa che, nella stragrande maggioranza dei casi, la razionalità è il suo peggior nemico. Ancor prima che possiamo rendercene conto, il nostro cervello ha già deciso cosa fare ed è su questa scelta inconscia che si basa il neuromarketing.

 

Vi ricordate il film Inception? Quello che i protagonisti tentano di fare è innestare, sfruttando la realtà onirica, un’idea che possa essere riconosciuta a livello inconscio e che guidi le scelte una volta svegli.

 

Ora proviamo a pensare a cosa ha effetto su un consumatore ed è in grado di manipolare le scelte indirizzando il processo inconscio verso una cosa piuttosto che verso un’altra: la pubblicità.

 

La pubblicità è il più grande strumento di persuasione di cui disponiamo, attraverso la sua forza e utilizzando le tecniche che si evolvono costantemente, siamo in grado di intervenire a livello inconscio sui processi decisionali attivando le aeree del cervello che il neuromarketing ci aiuta a comprendere.

 

Nell’uomo, è presente un complesso sistema di espressione delle emozioni, per cui la ricerca si allarga anche al campo della conoscenza dei meccanismi sociali, con la prova che il concetto di “individuo” è assai relativo.

 

L’obiettivo del neuromarketing quindi, è di navigare tra le emozioni dell’individuo, indagando e studiando i processi cerebrali che rendono più chiaro il comportamento e le decisioni.

 

Sulla base dell’analisi di queste metriche si producono delle mappature e si definiscono degli indicatori in grado di misurare in modo “scientifico” l’efficacia di ogni comunicazione.

 

L’obiettivo di Profexa Consulting, in quest’ottica, è fornire ai partecipanti all’intervento formativo che si terrà il 18 aprile 2016 c/o il CU.BO di Bologna, una chiave di lettura per comprendere il rapporto tra le varie componenti e perché no, conoscere nuovi talenti da inserire nel nostro gruppo di lavoro.

 

Siete pronti per l’innesto di nuove conoscenze?

 

 

Siamo continuamente inondati di opzioni tra le quali scegliere dando la possibilità a chi studia i processi decisionali di costruire nuovi modelli su cui potersi basare per comprendere a che livello compiamo queste scelte.

  • Cosa avviene nella mente di chi ci ascolta?
  • Cosa fa decidere in un senso o nell’altro?
  • Cosa fa “dire di si” nei momenti decisivi?

Queste sono solo alcune delle domande che si pone chi, quotidianamente, cerca di persuadere le persone a compiere scelte mirate verso ciò che è proposto ed è qui che entra in gioco il concetto di neuromarketing.

Il Neuromarketing è una branca delle neuroeconomie e indica una disciplina volta all’individuazione dei canali legati ai processi decisionali d’acquisto, mediante l’utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle Neuroscienze. È una disciplina che fonde il marketing tradizionale (economia) con la neurologia (medicina) e la psicologia (scienze comportamentali) e si prefigge di individuare cosa accade nel cervello in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità con l’obiettivo di determinare le strategie che spingono all’acquisto.

Per farvi meglio comprendere, vi riportiamo un esperimento condotto nel 2003.

Il dottor Read Montague decise di replicare l’esperimento Pepsi Challenge del 1975 (un’iniziativa pubblicitaria della Pepsi che prevedeva un test di assaggio cieco delle due bevande) con uno studio di risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Nel nuovo esperimento, a un gruppo di volontari, furono offerte le due note bibite in bicchieri anonimi e fu richiesto di esprimere la propria preferenza: come già accadde nel 1975, più della metà dei soggetti riferì di preferire la Pepsi. Osservando la specifica area cerebrale che si attiva quando troviamo attraente un gusto, l’espressione della preferenza combaciava con i risultati scientifici.

Alla luce di questi risultati, come mai la Pepsi non riusciva ad avere un riscontro sul mercato?

Nella seconda parte dello studio si osservò che se prima dell’assaggio si comunicava ai volontari cosa stavano per bere, più della metà degli intervistati dichiarava di preferire la Coca Cola.

I loro cervelli mostravano non solo l’attivazione dell’aerea celebrale osservata, ma anche della corteccia prefrontale mediana, da cui dipende il meccanismo del discernimento. Da qui, si capisce come nella lotta cerebrale tra pensiero razionale ed emozionale la Coca Cola ha la meglio; con la sua storia, il suo logo, il design, le sue pubblicità. In sostanza, tutto ciò che coinvolge emotivamente il consumatore.

Sembrerebbe che il 95% delle scelte avvenga in maniera irrazionale, influenzata dai sensi e dall’istinto. Il NEUROMARKETING ci offre nuovi modelli di studio per analizzare i processi decisionali e migliorare la nostra comunicazione.

Il 14 e il 15 aprile, a Roma, ci sarà il primo convegno italiano sul neuromarketing e anche noi di Profexa Consulntig, vogliamo darvi la possibilità di partecipare ad un evento che si terrà il 18 aprile 2016 C/O Spazio Cultura C.U.BO (Centro Unipol Bologna) invitandovi alla nostra iniziativa su questo tema perché la nostra Mission è far crescere le persone e quindi le organizzazioni E voi siete pronti a piantare un seme e a farlo germogliare?

Da tempo si discute sulla possibilità di applicare indicatori finanziari come il ROI (Return on Investment) per procedere alla valutazione della redditività di un progetto formativo. Profexa ha condotto una valutazione su un progetto creato assieme ad una azienda cliente proprio per avviare l’iniziativa di dimostrare l’applicabilità del ROI ad un investimento in Form-Azione. L’obiettivo di questo progetto centrato su Job Analysis e Potential Development era quello di aumentare la produttività del personale.

L’intervento formativo infatti è stato pensato per incidere miratamente su fattori che influenzano la produttività, quali la motivazione, la leadership dei responsabili e la centratura degli individui ai ruoli assegnati.

L’unità di misura scelta, e quindi l’indicatore economico individuato per la valutazione, è data dalla riduzione del costo degli straordinari.

Da questo punto di vista infatti l’impresa aveva riscontrato negli anni precedenti una spesa ritenuta dalla direzione decisamente eccessiva.

Nell’esercizio successivo alla data in cui è stato completato il percorso formativo, ovvero nel periodo in cui si iniziano a manifestare i benefici dell’intervento, l’impresa ha ottenuto una riduzione del costo degli straordinari pari al 7,75% dato che in termini monetari ha portato un minor costo di oltre € 31.000,00: ecco il ricavo che ha

Procedendo ad una stima dei benefici realizzabili anche nel secondo anno, è verosimile considerare un’ulteriore riduzione del costo degli straordinari pari al 7% (vedi grafico), con un risparmio di circa € 26.000,00, a fronte di una spesa minima legata alle Job Analysis che sono state condotte internamente con la supervisione di Profexa.

 L’azienda ha così ottenuto un tempo medio di recupero, cioè l’arco temporale necessario per rientrare dall’investimento iniziale, pari a 3,36 mesi: il ROI del progetto è pari al 94%, dato questo difficilmente verificabile in altre tipologie di investimento.

Occorre precisare che i costi della Form-Azione sono stati in gran parte coperti da un finanziamento erogato da Fondimpresa. Se teniamo conto anche di questo elemento, l’azienda ha ottenuto un ROI addirittura del 265%.

 Per ciò che riguarda i lavoratori formati, anch’essi possono beneficiare di alcuni aspetti positivi della valutazione: possono partecipare attivamente, grazie ai loro feedback e al loro coinvolgimento, alla progettazione e ad eventuali rivisitazioni dei piani formativi; possono contare su un’organizzazione attenta alle politiche di sviluppo del personale; hanno l’opportunità di conoscere quali attività di Form-Azione migliorano davvero le loro performance.

E VOI, AVETE MAI MISURATO I RISULTATI DELLA VOSTRA FORMAZIONE?

In questo periodo sempre più aziende sono impegnate nel miglioramento dei processi organizzativi e produttivi. I cambiamenti del mercato e l’evoluzione delle tecnologie rendono questi processi un imperativo che richiede risposte rapide ed efficaci. Spesso questi processi di cambiamento vengono vissuti con disagio dalle persone poiché cambiano il loro modo di lavorare, mettono in discussione le abitudini, esigono un nuovo impegno che si aggiunge a quelli esistenti.

Queste trasformazioni richiedono infatti il cambiamento di comportamenti e un nuovo modo di pensare e di affrontare le situazioni, richiedono di passare dalla cultura dei problemi alla cultura delle soluzioni. E questo passaggio non sempre è scontato.

L’innovazione è faticosa e non si diffonde da sola, occorre che qualcuno se ne faccia carico; affinché l’innovazione diventi un modo normale, spontaneo di lavorare e di vivere, occorre allenare “i muscoli” dell’organizzazione insieme a quelli delle persone poiché se vivono questo processo come un obbligo l’innovazione viene svuotata della sua essenza generativa per diventare solo un costo e una perdita di tempo.

Come fare allora per diffondere la cultura dell’innovazione in azienda? Per farla diventare una abitudine quotidiana che genera un miglioramento continuo?

Sappiamo che il presupposto dell’innovazione è la creatività e quindi è necessario partire da questa. La creatività è un attitudine della persona e come tale può essere migliorata e allenata. Esiste un modo per farlo, il Management Solutions che consente di allenare sia le persone che l’organizzazione attraverso un percorso modulare che fornisce alle persone strumenti operativi (tecniche di analisi, valutazione e creatività) e un metodo di lavoro (il Creative Solution Finding©), che facilita la diffusione dell’innovazione in azienda (Foursight©) e coinvolge l’organizzazione in un processo di generazione di idee e di miglioramento continuo (efficientamento).

E’ importante supportare l’azienda durante il percorso di innovazione per sostenere i processi di innovazione utili ai processi produttivi/organizzativi, per migliorare l’efficienza di processi e procedure esistenti, avviare strategie di efficientamento, riorganizzare e rimotivare i team in funzione di cambiamenti organizzativi, scoprire nuove potenzialità nelle persone nell’innovazione e nel miglioramento continuo, dare nuovi strumenti ai project manager e ai leader per gestire la complessità e le nuove sfide del mercato (project strategy), risolvere problemi specifici emergenti che richiedano soluzioni innovative, costruire team d’innovazione in azienda che diano continuità al processo di miglioramento.

LA VOSTRA AZIENDA COME STA AFFRONTANDO IL CAMBIAMENTO?

UNI, in collaborazione con HR PEOPLE, ha sviluppato la prassi di riferimento UNI/PdR 17:2016 “Profili professionali della funzione Risorse Umane delle organizzazioni – Definizione dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza e indirizzi operativi per la valutazione della conformità”, sulla base dei criteri del Quadro europeo delle qualifiche (EQF).

Sviluppata con il supporto di esperti di HRCommunity Academy, Kiwa Cermet, Bologna Business School – Alma Università di Bologna, Laboratorio Congiunto di Psicologia per il Lavoro ed il Benessere Organizzativo e della Commissione Tecnica UNI “Servizi”, la nuova UNI/PdR permette di disporre di uno strumento di governance per il futuro dell’HR Management.

L’APPUNTAMENTO

10 MARZO 2016 – ORE 14:00

presso UNI Via Sannio, 2 20137 Milano

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI

HR 2.0 la sfida

Sempre di più oggi il cardine strategico attorno al quale ruotano i processi di sviluppo delle organizzazioni è la funzione Human Resources, arricchitasi nel corso degli anni di processi e metodologie che sono strettamente connesse con la strategia e la cultura d’impresa che si intende promuovere.

L’esigenza è quella di fare emergere e fare crescere il grande differenziale competitivo rappresentato dalle competenze acquisite in tutti i contesti, da quello lavorativo, a quello quotidiano.

E’ quindi fondamentale fornire alla funzione HR strumenti concreti per portare numeri e valore aggiunto misurabile attraverso metodologie che diano garanzia di risultato e che permettano il vantaggio di crescita e di sviluppo nel futuro. Competenze certificate nello sprigionamento di potenziali di sviluppo delle proprie risorse, per passare da una gestione delle Risorse Umane all’implementazione di un sistema che permetta alle persone di svilupparsi rispetto a un Sogno Aziendale, per sentirsi in linea.

La rivoluzione HR 2.0 indica il ruolo attivo delle persone nella facilitazione e realizzazione concreta di processi di innovazione ed è per questo che le Aziende ad oggi sono investite dalla necessità di rivedere le proprie politiche e i propri strumenti.

In termini di avanguardia e Human Resources Management 2.0 Profexa si è già orientata da tempo alla certificazioni di competenze professionali per lo sviluppo delle Risorse Umane ed ha certificato il servizio di Check Up Organizzativo e di Analisi e Sviluppo del Potenziale Produttivo del Personale Aziendale (Reg. 012) e due percorsi di acquisizione delle competenze proprio sull’Analisi e Sviluppo del Capitale Umano (HR055 e HR056), Certificazione KHC-Accredia.

Non basta più parlare di talenti, la chiave di volta per chi vuole differenziarsi è uno stile di valorizzazione del personale che passi per mano di skill e competenze certificate, misurabili e misurate, che comprovino la capacità di implementare politiche di valutazione, valorizzazione e sviluppo finalizzate alla massima convergenza tra le aspettative aziendali e la progettualità individuale, la capacità di gestire aspetti motivazionali e attitudinali delle risorse, facilitandone lo sviluppo in linea con i piani dell’organizzazione al fine di favorire coinvolgimento e comportamento vincenti, la capacità di identificare e implementare in azienda strumenti HR capaci di evidenziarne la loro potenza strategica come moltiplicatore di risultati.

E TU SEI PRONTO PER QUESTA SFIDA?

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